Bonus 200 euro: tutto quello che c’è da sapere
Il bonus 200 euro è un bonus una tantum previsto dal Decreto Aiuti con l’obiettivo di aiutare dipendenti e pensionati a far fronte ai numerosi aumenti che si sono riscontrati nelle bollette e nelle materie prime.
Prime indicazioni
Bisogna sottolineare innanzitutto che si tratta ancora di una misura non definitiva, prevista all’interno della bozza del Decreto Aiuti ma non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale quindi potrebbero esserci delle modifiche più o meno sostanziali rispetto a quanto stabilito fino ad ora.
Il bonus previsto è una misura una tantum, ciò significa che non sarà un beneficio strutturale che verrà erogato continuativamente ma appunto sarà erogato una sola volta, in concomitanza con il pagamento della busta paga di giugno o luglio a seconda del soggetto beneficiario.
I soggetti che potranno beneficiare del bonus sono stati recentemente allargati a seguito di una modifica apportata alla bozza del Decreto. Inizialmente previsto solo per lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi con reddito inferiore ai 35mila euro annui, è stato esteso anche a disoccupati, lavoratori domestici e percettori del reddito di cittadinanza.
Nel calcolare il limite di reddito massimo previsto dovranno essere considerati tutti i redditi di qualsiasi natura percepiti dal soggetto e non solo il reddito derivante dall’attività lavorativa o di pensione con l’eccezione di alcuni casi espressamente previsti quali: trattamenti di fine rapporto, redditi soggetti a tassazione separata, ANF e indennità di accompagnamento.
Come e quando verrà erogato
Per i lavoratori dipendenti sarà ovviamente ancora una volta il datore di lavoro a riconoscere il bonus ai propri dipendenti nella busta paga relativa alla retribuzione di giugno. In capo al datore sono previsti due diversi oneri: il primo è l’erogazione del bonus a tutti i soggetti che ne possono usufruire; mentre il secondo prevede l’obbligo, in sede di conguaglio, di provvedere al recupero del bonus qualora dovesse emergere la non spettanza dello stesso. Il recupero andrà fatto in un’unica soluzione o in 8 rate mensili a decorrere dal mese di dicembre 2022.
Il datore di lavoro avrà poi la possibilità di recuperare l’importo erogato ai propri dipendenti tramite utilizzo del credito in compensazione con apposito codice tributo.
Per i pensionati e disoccupati il bonus, se spettante, verrà invece riconosciuto direttamente dall’INPS con l’assegno di luglio, mentre per i percettori del reddito di cittadinanza le tempistiche potrebbero essere più lunghe perché l’Istituto dovrà preventivamente verificare che all’interno del nucleo familiare non vi sia qualche soggetto che abbia già diritto al bonus in qualità di lavoratore dipendente o pensionato.
L’iter sarà infine diverso per i lavoratori domestici e gli autonomi: per i primi si attendono le istruzioni per sapere come e quando dovranno presentare domanda all’INPS; mentre per gli ultimi si attende l’emanazione di un decreto ministeriale che definirà i requisiti di accesso e le modalità per fare domanda. Si presuppone infatti che l’allargamento della platea di beneficiari intervenuto con le ultime modifiche del Decreto senza un contestuale aumento delle misure economiche predisposte, possa comportare una differenziazione nei requisiti di accesso per i lavoratori autonomi rispetto agli altri beneficiari che di fatto ridurrà il numero di lavoratori autonomi che potranno accedere al bonus.
Bonus Bollette
Quando si parla di bonus sociale si intende l’incentivo economico che è stato introdotto dal Decreto Rilancio e riproposto dalla Legge di Bilancio 2022 prorogandolo anche per il secondo trimestre dell’anno. La misura è stata infine rivista ed ampliata dal Decreto Aiuti.
Il beneficio è previsto per tutti i cittadini e le famiglie in estrema difficoltà economica che rispondono ad alcuni requisiti quali: un Isee inferiore ai 12mila euro annuo elevato a 20mila nel caso di nuclei familiari numerosi; utenti percettori di pensione o reddito di cittadinanza.
Per beneficiare del bonus non sarà necessario presentare alcuna domanda, il bonus verrà infatti distribuito automaticamente direttamente in bolletta sotto forma di sconto sulle utenze previa compilazione del modello Isee o, in alternativa, della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) tramite la quale si potrà ottenere il proprio Isee. Una volta presentata la DSU o direttamente il modello Isee, l’informazione sull’ammissibilità al beneficio passa all’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) che la trasferisce alla società di fornitura di luce o gas, la quale provvede ad attuare lo sconto.
L’importo del bonus varia in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare per quanto riguarda il bonus elettrico; mentre per il bonus gas il suo valore dipende non solo dai componenti del nucleo ma anche dalla zona climatica di appartenenza.

