20-04-2022

Bonus benzina ai dipendenti: esenzione fino a 200 euro


Tra le misure introdotte per contrastare l’aumento dei prezzi, il D.L. 21/2022 ha previsto la possibilità di erogare ai dipendenti del settore privato buoni benzina esenti dal reddito di lavoro dipendente fino ad un massimo di 200 euro.

Cosa prevede la normativa: i beneficiari

L’art. 2, comma 1, del D.L. 21/2022 prevede infatti che “per l’anno 2022, l’importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’art. 51, comma 3 del Tuir.”

Dall’analisi del testo normativo emergono alcune informazioni fondamentali per gestire correttamente tale misura. Innanzitutto la norma parla di lavoratori dipendenti, ciò significa che devono essere ricompresi come potenziali beneficiari della disposizione tutti i lavoratori subordinati, compresi quindi i lavoratori in somministrazione e gli apprendisti. Per contro, non potranno beneficiare del bonus previsto tutti coloro che formalmente non sono considerati lavoratori dipendenti anche se sono sempre assimilati a tale categoria, come per esempio i collaboratori coordinati e continuati, gli amministratori e i soci di cooperative.
In mancanza infatti di una modifica allo spettro dei potenziali beneficiari, la normativa parla solo ed esclusivamente di lavoratori dipendenti.

Un dubbio emerge poi sulla possibilità di riconoscere il bonus ai lavoratori dipendenti degli studi professionali. Essi infatti sarebbero normalmente ricompresi nella platea dei beneficiari proprio perché lavoratori subordinati, ma l’utilizzo della locuzione “aziende private” all’interno del testo normativo sembrerebbe escludere tale possibilità. È plausibile che il termine sia stato  impropriamente utilizzato, in considerazione anche della portata generale di tale beneficio. È auspicabile però un chiarimento interpretativo al riguardo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’esenzione dal reddito

Un secondo punto importante è il limite previsto per poter beneficiare dell’esenzione dal reddito; il decreto legge prevede infatti un importo massimo fino a € 200, ma saranno di fatto le aziende a decidere l’importo che vorranno erogare ai propri dipendenti fino a concorrenza dell’importo massimo stabilito. Ogni azienda sarà quindi libera di decidere non solo se erogare il bonus benzina ai propri dipendenti, dato che il legislatore ha dato solo una possibilità in questo senso e non un obbligo, ma anche di stabilire eventualmente la misura da erogare.

In mancanza di una diversa disposizione, inoltre, l’azienda sarà libera di decidere se erogare il bonus a tutti i propri dipendenti o se erogarlo solo ad alcune specifiche categorie, eventualmente differenziandone l’importo a seconda del percettore. Come più volte specificato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, ai fini dell’esenzione fiscale è necessario che i benefit aziendali siano messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti e non utilizzati solo ad esclusivo vantaggio di alcuni.

Infine se il tetto massimo previsto verrà rispettato il valore erogato sarà netto per il lavoratore e quindi non sarà oggetto di tassazione. Da specificare poi che i buoni corrisposti in virtù del D.L. 21/2022 non dovranno essere cumulati con eventuali altri benefit aziendali che rientrano normalmente nell’art. 51, comma 3 del Tuir per i quali è normalmente prevista l’esenzione dal reddito fino a concorrenza dell’importo di 258,23 euro.

Non essendo prevista nessuna limitazione in tal senso, le aziende potranno quindi erogare ai propri dipendenti bonus carburanti fino all’importo di 458,23 euro completamente esenti da tassazione. I differenti bonus dovranno però essere evidenziati in busta paga con diciture diverse.