Come cambia la busta paga nel 2022
Pochi giorni ancora e si avranno i primi effetti degli ampi interventi riformatori del sistema di tassazione italiano, intervenuti a fine anno; effetti che saranno amplificati dalle modifiche intervenute sul sistema degli assegni familiari rispetto ai quali cambia radicalmente la filosofia di computo.
Le maggiori novità fiscali si concentrano sulla Riforma IRPEF ai fini del calcolo della tassazione, in particolare per quanto riguarda le detrazioni fiscali, siano esse legate alla produzione di redditi da lavoro dipendente o assimilati che riconosciute per gli oneri di mantenimento dei figli a carico. Non mancano poi gli interventi in tema di trattamento integrativo (ex “Bonus Renzi”) ed ulteriore detrazione, introdotti al fine di diminuire il cuneo fiscale.
Quali sono le principali novità?
A decorrere dal 1° gennaio 2022, per effetto dell’articolo 1 comma 2 della Legge di Bilancio, la detrazione per coloro che producono uno o più redditi da lavoro dipendente e taluni redditi assimilati, è calcolata in misura differente rispetto ai periodi di imposta fino all’anno 2021 compreso. Nello specifico l’ammontare è infatti pari a:
- € 1.880,00 per coloro che hanno un reddito complessivo non eccedente i 15 mila euro (in ogni caso la detrazione non potrà essere inferiore a 690 euro, limite elevato a 1.380 euro per i rapporti di lavoro a tempo determinato);
- € 1910 maggiorato del risultato tra [€ 1.190 * (€ 28.000 – reddito complessivo) / € 13.000] per chi ha un reddito superiore a 15 mila ma non eccedente i 28 mila euro;
- € 1.910 moltiplicato per [(€ 50.000 – reddito complessivo) /€ 22.000] a beneficio dei contribuenti con reddito superiore a 28 mila ma non eccedente i 50 mila euro.
Nulla spetta invece per chi ha un reddito superiore a 50 mila euro.
Al pari di quanto previsto per le detrazioni ante Legge di Bilancio, le stesse devono essere rapportate ai periodi di lavoro svolti nell’anno: il calcolo prevede infatti la divisione dell’importo totale per 365. Il risultato così individuato dev’essere poi moltiplicato per i giorni utili al calcolo delle detrazioni, corrispondenti a quelli che hanno dato diritto alla retribuzione.
Le novità 2022 in materia di detrazioni per familiari a carico non dipendono della Legge di Bilancio bensì dall’introduzione, ad opera del Decreto Legislativo 21 dicembre 2021 numero 230, dell’Assegno unico ed universale quale forma di sostegno economico per le famiglie con figli a carico minorenni e, a determinate condizioni, maggiorenni fino al compimento del 21° anno di età. L’erogazione dell’Assegno, prevista a partire dal 1° marzo prossimo, porterà alla scomparsa di una serie di prestazioni a carico di INPS ed Erario, attualmente anticipate dal datore di lavoro in busta paga.
Nello specifico con effetto dal 1° marzo 2022 cessano di essere riconosciuti gli assegni per il nucleo familiare (ANF), le detrazioni per figli a carico, le quali saranno regolarmente riconosciute per i periodi di paga fino al 28 febbraio 2022 compreso, l’ulteriore detrazione in presenza di almeno quattro figli a carico.
L’articolo 1 comma 3 della Manovra prevede inoltre, con effetto dal 1° gennaio 2022, il riconoscimento del trattamento integrativo in misura pari a 1.200 euro netti annui a beneficio di coloro che totalizzano un reddito complessivo non eccedente i 15 mila euro (rispetto al precedente tetto di 28 mila euro valevole sino al 31 dicembre 2021).
Per coloro che, al contrario, hanno un reddito superiore a 15 mila ma non eccedente i 28 mila euro il trattamento integrativo spetta a patto che l’imposta IRPEF lorda sia di ammontare inferiore alla somma di tutta una serie di detrazioni tra cui quelle per familiari a carico, per redditi da lavoro dipendente ed assimilati, per interessi passivi ed oneri accessori corrisposti a seguito di prestiti o mutui, per rate riguardanti le detrazioni per spese sanitarie e per interventi di recupero del patrimonio edilizio o di riqualificazione energetica degli edifici.
In caso di spettanza del trattamento integrativo, questo spetta per un ammontare pari alla differenza tra la somma delle detrazioni sopra indicate e l’imposta lorda, ma comunque in misura non superiore ad € 1.200,00.
La Legge di Bilancio introduce infine, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2022, nuovi scaglioni di reddito per calcolare l’IRPEF lorda. Gli scaglioni passano infatti da cinque a quattro con differenze anche sull’aliquota da applicare per singolo scaglione di reddito. Nello specifico:
- Per i redditi fino a € 15.000 l’aliquota è del 23%;
- Per i redditi compresi tra € 15.000 e € 28.000 l’aliquota è del 25%;
- Per i redditi compresi tra € 28.000 e € 50.000 l’aliquota è del 35%;
- Per i redditi oltre i € 50.000 l’aliquota è del 43%.
Prime conclusioni
L’impatto sulla busta paga dei dipendenti sarà rilevante perché le suddette modifiche determineranno una differente misura delle ritenute fiscali e del bonus. Dalle proiezioni che sono state fatte fino ad ora scaturisce chiaramente una situazione di premialità per i redditi medio-alti. Mentre però le modifiche sugli scaglioni e sulle detrazioni possono causare una differenza minima sulla busta paga dei lavoratori dipendenti, da non trascurare sarà l’impatto che avrà l’introduzione dal mese di marzo dell’Assegno Unico, per il quale sono state stabilite delle regole diverse rispetto alla consolidata ritualità degli assegni familiari erogati in busta paga dal datore di lavoro, oltre al fatto che la sua introduzione corrisponde all’abrogazione delle detrazioni per figli a carico, questione non di poca rilevanza, soprattutto nelle famiglie più numerose. L’importo dell’assegno dipenderà inoltre dall’Isee della famiglia e non più solo ed esclusivamente dal reddito di lavoro.
Le prime proiezioni effettuate non lasciano quindi spazio ad un grande ottimismo circa la quantificazione effettiva dell’assegno che, in moltissimi casi, risulterà essere una sorpresa non sempre positiva.

